Guido Rossi, Robin Hood del capitalismo
7 Aprile 2007 - L'INDIPENDENTE
Grazie prof. Rossi. Grazie di cuore per le sue imperdibili parole, le sue insuperabili lezioni di libertà, vera concorrenza, candore economico. Grazie di esistere verrebbe, da dire, persi come saremmo, senza di lei, appresso alle miserabili vicende del miserabile capitalismo all’italiana. «Finalmente può parlare in libertà» scrive ieri di lei il brillante intervistatore di Repubblica Federico Rampini. Lei che ricorda di aver accettato l’offerta di Tronchetti in autunno come un frate trappista: «Mi sono fatto carico di questa responsabilità nell’interesse dell’azienda (…) un gruppo al quale mi sentivo legato dalla storia della privatizzazione ». Grazie prof. Rossi, grazie per ricordarci quella magnifica privatizzazione, quella del “nocciolino”, del tutto estranea naturalmente al fatto che oggi siamo di fonte al quarto cambio di proprietà in dieci anni. «Quando ho cercato di fare pulizia nel conflitto d’interessi fra Tronchetti e la Telecom, per il bene dell’azienda, del mercato e del paese, siamo entrati in rotta di collisione», dice Lei aggiungendo, «quella che io avrei ostacolato il dialogo con Telefonica è una menzogna (…) avevo capito che Tronchetti voleva incassare tutto il premio di controllo, con un controllo che non ha. Telefonica è una public company, mi disse Alierta, certe cose non può farle. Ecco come si parla quando si ha rispetto del mercato…». Grazie prof. Rossi, grazie per averci finalmente illuminato sulla vera natura del dott. Tronchetti. «Al conflitto d’interessi di Tronchetti si sono mescolate le grandi manovre del risiko bancario, le eterne tentazioni di commistione della politica. Non so se gli stranieri che si affacciano hanno capito con quale Paese hanno a che fare». Grazie prof. Rossi, grazie per averci nuovamente spiegato che viviamo in un Paese da operetta o da osteria malavitosa. E grazie anche per averci dimostrato che lo si può comprendere anche a distanza, come lei ha fatto in questi decenni vivendo su Marte, lontano anni luce da tutte queste bruttezze. «Questa vicenda Telecom passa tutta sopra la testa del mercato, ecco l’unica certezza: i piccoli azionisti sono resi impotenti e saranno beffati come sempre». Grazie prof. Rossi, grazie di cuore. Lei ci mette in guardia come un vero e nobile Robin Hood, senza macchia e senza paura, dalla turpitudini dei manovratori del capitalismo italiano, con cui Lei mai ha voluto lavorare in questi decenni. Insomma professore ancora grazie. Grazie soprattutto perché siamo certi, graniticamente certi, che tutto questo lei lo avrebbe detto anche in caso di riconferma alla presidenza di Telecom.
