Mercoledì 08 Settembre 2010

CI CREDETE CHE DA 20 ANNI PARLIAMO DI LEGGE ELETTORALE


28 luglio 2007 - L'INDIPENDENTE
C’è il modello tedesco e c’è il modello francese. O quello inglese, per carità. C’è quello a turno unico e quello a turno doppio. C’è quello proporzionale e quello uninominale. C’è quello con soglia di sbarramento e quello senza. C’è quello con premio di maggioranza e, naturalmente, quello senza. Però il premio di maggioranza può essere nazionale oppure regionale. C’è il “Mattarellum” e il “Tatarellum”. C’è che se devi eleggere il sindaco di Milano si vota due volte, perché c’è il ballottaggio. Ma se devi eleggere il presidente della regione Lombardia no, si fa tutto nella prima domenica. E non ti azzardare a chiedere il perché di questa differenza, rompiballe di un italiano che sei. C’è Calderoli che fa la legge e poi la chiama porcata. C’è Chiti che non fa la legge, ma nessuno gli spiega perché. E poi ci sono i referendum! Non li vorrai mica dimenticare! Ci sono i referendum tutti in fila, che da quindici anni ci fanno compagnia neanche fossero le canzoni di Lucio Battisti. E allora vai a firmare. E poi tutte le casse al palazzaccio. E poi la Corte decide. E li ammette o li rigetta. E poi una volta ammessi via che si discute. E poi, finalmente, si vota. E poi si commentano i risultati. Qualcuno dice che è la rivoluzione, ma qualcun altro gli ribatte che non è cambiato niente. Intanto però se ne occupa il Parlamento, che se no cosa ci sta a fare? E allora avanti con le bicamerali e pure le monocamerali, che magari tutta questa promiscuità a qualcuno non piace. E avanti con i confronti internazionali, perché non vorremo per caso perderci le ultime novità in materia, provinciali che siamo. Ad Andorra, per esempio, hanno messo su un sistema tutto nuovo. Pare bellissimo. Presto, presto! Parta subito una missione di esperti a studiarlo. Comunque la questione non può essere sottovalutata. Ma che diamine! Il sistema elettorale è il perno, il sale, il cuore della democrazia. E poi così vediamo in azione Mariotto Segni, che se no rischiamo di perderlo di vista. Ma lui non ci delude mai. Quando meno te lo aspetti lui zac, salta fuori come un furetto e ti spara lì una nuova accolta di firme. Che bravi che siamo. Che dibattito, che energia. E che argomenti ragazzi, qui siamo almeno sette o otto milioni di costituzionalisti in punta di penna, di quelli che Sartori è un bravo collega, ma uno come gli altri. Abbiamo solo un problema. Metti per caso che sbarcano gli Ufo. Che so, a Voghera o a Bitonto. Chi glielo spiega che parliamo di legge elettorale da quasi vent’anni?