L’INDULTO È DIVENTATO UNA LEGGE INUTILE
28 settembre 2007 - L'INDIPENDENTE
Il fatto è che bisogna cambiare marcia, in modo deciso ed irreversibile. Questo è quello che nessuno sembra davvero disposto a capire, soprattutto dentro il governo. C’è un provvedimento emblematico da questo punto di vista. È l’indulto, votato dal Parlamento lo scorso anno con il sostegno di quasi tutta la maggioranza ma anche di Forza Italia e dell’Udc. Un provvedimento che il ministro Mastella si sforza quotidianamente di difendere con lodevole impegno, a dire la verità. Ma al tempo stesso una norma che mostra il lato più evanescente se non dannoso del modo di fare politica dalle nostre parti. Infatti l’indulto è l’emblema di una politica che non sa guardare avanti, che vive tutta ridotta al presente senza minimamente porsi il “futuro” come vero orizzonte della propria azione. La prova di questo è molto semplice. E si concretizza in quattro elementi inequivocabili. Il primo è che a un anno dall’approvazione già un quarto dei beneficiari sono tornati in galera. Il che fa ritenere che nel giro di tre anni lo stesso accadrà per tutti gli altri. Il secondo elemento è che già le carceri sono di nuovo in emergenza: contengono 46.000 detenuti contro una capienza di 43.000. A Bologna la situazione è già tornata al livello di guardia. Il terzo elemento è che contemporaneamente il governo annuncia provvedimenti volti ad accrescere il numero degli arresti per custodia cautelare, come annunciato dal ministro Amato. Il quarto elemento è che nulla fa pensare che siano in atto forme di ravvedimento, anche se il ministero sostiene che sono calati i recidivi. Come ben dimostrato da Roberto Perotti ieri sul Sole 24 Ore questo dato è positivo soltanto oggi, ma perché contiamo i recidivi solo dell’ultimo anno. Ecco la vera emergenza nazionale cui siamo di fronte, quella cui nessuno sembra capace di dare una risposta. Si propone al Paese un provvedimento dall’elevato costo sociale senza dare una contropartita. La politica, in sostanza, ancora una volta chiede ma non dà. Cosa compensa furti, rapine, ferimenti, omicidi messi in atto dai fruitori dell’indulto? L’ex ministro Castelli calcola in 100.000 i beneficiari del provvedimento quando saranno celebrati tutti i processi interessati. E cosa arriva agli italiani per bene? Niente di niente, è la triste verità. Ieri Giorgio Vittadini ha scritto sul Giornale un articolo intelligente e allarmante, ricordando che dei 30.000 “indultati” solo 158 hanno avuto una borsa di studio e 8 sono stati assunti. A cosa serve l’indulto se nessuno poi si occupa di reinserimento, né provvede a costruire nuove carceri? A cosa serve l’indulto se poi i tempi della giustizia non si riducono e quindi le prigioni si riempiono di detenuti in attesa di giudizio?
