Basta bolli e carte. Servono solo ai ladri
6 NOVEMBRE - IL TEMPO
Vedremo quali effetti otterrà il tanto sbandierato decreto legge sulle espulsioni. Si tratta di una norma forse utile, ma certo non facile da applicare e comunque tutt'altro che risolutiva dei problemi di fondo. [...]
[...] Comunque se può essere utile, ben venga pure questo decreto, magari con qualche modifica che lo faccia diventare ancora più stringente. Dopodiché va detto subito che serve ben altro par affrontare lo spaventoso deficit di legalità in cui vive l'Italia, che è ben evidenziato da un numero assai emblematico delle ultime ore. Questo numero è il 350, da intendersi come saldo (attivo) tra altri due numeri, entrambi riferiti alla giornata di domenica. Arriviamo a 350 se consideriamo col segno più gli immigrati sbarcati nella notte in Sicilia, appunto 350 e vi sottraiamo quelli espulsi nella stessa giornata. Cioe' 0 (zero), complice il fatto che si trattava di una giornata festiva (forse). Cosa vuol dire questo numero di 350? Vuol dire che mentre divampava la discussione politica sulla bontà del decreto, ci siamo ritrovati con 350 ospiti in più, molti dei quali (se non tutti) destinati ad alimentare i circuiti illegali, che vanno di lavori in nero alla manovalanza per la criminalità organizzata. Ecco sintetizzata in un numero la vera emergenza nazionale, che non è fatta di emendamenti, carte bollate, fogli di via. Ma che è fatta di strade piene di venditori ambulanti di merci contraffatte, di stazioni ferroviarie zeppe di gente che scippa o disturba, di campi rom abusivi dove regna la legge del più forte con il coltello tra i denti, senza alcun rispetto della legge, senza igiene, controlli sanitari, fognature. Insomma noi, noi comunità nazionale, noi Italia, dovremmo scegliere una volta per tutte la strada della legalità "sostanziale", abbandonando la via perdente sin qui seguita, che è quella della legalità "formale". Basta leggi che occupano il Parlamento per mesi che poi restano lettera morta. Basta norme che spaccano il capello in quattro in chiave garantista, in un paese nel quale se ammazzi qualcuno te la cavi con qualche anno di galera e se rubi hai la quasi assoluta certezza di restare impunito. Perché, amici lettori de Il Tempo, alla mia amica Barbara di Milano, cui hanno rubato la settimana scorsa i gioielli in casa mentre era in ufficio, i carabinieri hanno detto che sporgere denuncia è sostanzialmente inutile? Hanno detto così perché sanno che oltre il 90% dei furti resta impunito, situazione che è nota soprattutto ai ladri. È forse giusto vivere in un Paese con la più elevata pressione fiscale dell'Occidente, ma con la gente che considera uno scippo, il furto di una bicicletta, la rapina in casa, come degli eventi naturali ed irrimediabili, come un brutto temporale che ti arriva all'improvviso? Non è giusto, è maledettamente sbagliato. Allora occorre rimboccarsi le maniche, investendo innanzitutto in fiducia verso le forze dell'ordine. Basta bolli e carte. Servono azioni. Democratiche, sia chiaro.
