Ridare slancio al paese
20 NOVEMBRE 2007 - IL TEMPO
Lo strappo. Così vogliamo chiamare la scelta del Cavaliere di lanciare un nuovo soggetto politico, capace (forse) di superare le divisioni ormai evidenti nella (ex) Casa della Libertà.
Uno strappo per certi versi improvvisato, come è nella natura di Berlusconi e come dimostra il logo ieri presentato, frutto evidente di un lavoro grafico di breve durata. Uno strappo che però ha radici profonde, che dimostrano per almeno due ragioni la fondatezza dell'iniziativa. La prima è che le camarille parolaie nel centro-destra hanno superato il tasso di stucchevolezza sopportabile. La seconda è che un grande soggetto politico moderato serve all'Italia. Si proceda, dunque. Tenendo conto però che l'operazione è utile se risponde ad almeno tre criteri. Il primo è che il nuovo soggetto deve dirci cosa vuole fare. Occorre cioè mettere mano a quell'agenda di rivoluzione liberale che è l'unica capace di ridare slancio a un Paese triste, zeppo di raccomandati e furbastri, raggomitolato su se stesso e rassegnato ad un lento declino. Il secondo punto è che occorre mettere a fuoco il tema di come farlo. Con l'attuale sistema istituzionale (legge elettorale compresa) non si va da nessuna parte. Ci si deve mettere mano, operazione non riuscita neanche a Berlusconi nella passata legislatura. Infine ci vuole una significativa iniezione di gente nuova. Anche nel centro-destra si è costruita una nomenklatura, troppo affezionata a macchine blindate ed altri privilegi. La luce ad Arcore dovrà restare accesa fino a tardi.
