Mercoledì 08 Settembre 2010

Qualcuno perderà la faccia


5 Dicembre 2007 - IL TEMPO

Sarebbe sbagliato cercare di individuare il profilo del vero obiettivo delle durissime parole di Fausto Bertinotti scegliendolo tra [...]

[...] quelli di Romano Prodi e Walter Veltroni. Il leader di Rifondazione esprime il disagio di un'area politica e sociale di sinistra radicale che, a nove anni dalla rottura del '98, si ritrova più o meno davanti allo stesso problema: come si riesce a stare al governo senza rischiare di essere spazzati via alle prossime elezioni.Questo disagio è politico, strutturale, non rivolto verso qualcuno in particolare. Chi ha invece più da perdere dalle parole di Bertinotti è certamente Veltroni, perché rischia di ritrovarsi entro breve tempo senza governo e senza riforme, con magari lo spettro di una campagna elettorale da affrontare in prima persona. In cuor suo Romano Prodi confida di riuscire a tenere insieme la coalizione, esercitando quell'arte di equilibrio in cui è maestro. Ma è difficile, dopo le parole di Bertinotti, pensare che l'Unione possa sopportare le fibrillazioni sul governo e le critiche di tutti i piccoli partiti verso il possibile accordo tra Veltroni e Berlusconi su una legge elettorale favorevole ai grandi partiti. Al tempo stesso senza le riforme la leadership di Veltroni e del suo partito nella coalizione subiscono un'umiliazione assai forte, a meno di due mesi dalla nascita del Pd. A questo si somma il minaccioso annuncio dei sindacati, pronti allo sciopero generale. In qualche modo finirà. Ma qualcuno ci perderà la faccia.